idee e itinerari turistici per scoprire la Basilicata


Martedì, 30 Ottobre 2018 15:50

Quando la degustazione di un buon vino ti porta a scoprire l’arte

Scritto da/Written by  Antonio Archetti

 

Può sembrare strano ma è successo realmente, giuro che ero sobrio perché il capolavoro artistico di cui sto per parlarvi  l’ho visto prima della degustazione!

Ma riavvolgiamo il nastro e partiamo dall’inizio.

Stavo sfogliano una di quelle guide che dividono le aziende vinicole e vitivicole per regione quando nella sezione Basilicata il mio sguardo si è soffermato sull’azienda “Cantine Re Manfredi”  di proprietà del Gruppo Italiano Vini S.P.A., primo gruppo in Italia nella produzione e commercializzazione di vini di pregio. Cosa ha attirato la mia attenzione? Il  nome della cantina e un vino da loro prodotto con uve che mai mi sarei aspettato di vedere in Basilicata.

Prendo nota dei contatti e scrivo subito per avere informazioni sulle possibilità di vistare l’azienda e dugustare i loro vini. Isabel Montrone, la figlia del titolare, mi fissa un appuntamento.

Si parte, destinazione Venosa, patria di Orazio.

 

 

 

 

 

Questa volta non sono solo, coinvolgo mio suocero, sempre  un po’ restio a bere del vino non fatto con le proprie mani, chissà se riuscirò a fargli cambiare idea! Ad ogni modo per rendere più dinamico il pomeriggio decido di inserire una deviazione culturale in modo da fargli praticare un suo  hobby: la fotagrafia. La tappa culturale l’abbiamo fatta a Ripacandida per vedere la chiesa di San Donato

Perché proprio questa chiesa? E’ il santuario gemellato con la Basilica di San Francesco di Assisi, conserva al suo interno una reliquia del Santo e nel 2010  ha ottenuto dall’Unesco il riconoscimento di “Monumento messaggero di cultura di Pace”  per i profondi valori spirituali che da secoli trasmette.

Arrivati a Ripacandida, lasciamo la macchina nel cortine della chiesa. L’esterno non  ci entusiasma ma appena varcato l’ingresso capisco cosa vuol dire la frase:  “il bello salverà il mondo”.  La navata e l’abside sono compleatamente coperti da affreschi, di una bellezza pazzesca. Sulle pareti sono riproposte scene della Vita e Passione di Cristo, dell’Inferno e del Paradiso, temi tratti dalla Genesi e della vita dei Santi.

 

 

 

Dopo aver tentato di fotografare questa bellezza il tutte le sue sfaccettature, siamo pronti e riprendiamo il viaggio verso le “Cantine Re Manfredi”.

Veniamo accolti da Paolo Montrone, il gestore della cantina, sarà lui a guidarci in questo tour olfattivo, degustativo ed emozionale.  

La luce del tramonto inizia a scendere sui vigneti  di aglianico del Vulture, uno spettacolo che suscita un caleidoscopio di sensazioni. Paolo ci mostra  la sua tenuta, ci parla dei suoi inizi, dell’Aglianico del Vulture e della sue proprietà,   delle problematiche legate al mondo del vino, delle sue sfide e dei progetti futuri.

Ci conduce in cantina dove ci coinvolge piacevolmente con i suoi racconti sulla produzione di un buon vino, del recupero di tecniche usate nel passato, sull funzionamento delle attrezzature e delle botti. Fantastica la barricaia.  Il nostro “viaggio” si conclude nel suo laboratorio dove vengono fatti i vari controlli.

 

Ci siamo è il momento di degustare! E si inzia dal vino che mi ha portato qui. Eccolo tra le mie dita il calice con il Manfredi Bianco fatto con Mueller Thurgau e Traminer, i due vitigni la cui presenza è un’ eccezione al Sud, un buon prodotto.

Dopo il bianco siamo passati a degustare il King of Wine della Basilicata, l’Aglianico del Vulture, ed ho scelto di iniziare con il Manfredi Rosso. Questo vino nasce da una particolare tecnica di appassimento su pianta denominata “taglio del tralcio” che prevede di tagliare il capo a frutto una volta che le uve sono giunte a maturazione. In parole povere questa tecnica  permette di avere un vino con dei tannini più morbidi rispetto agli altri vini prodotti con uve Aglianico del Vulture.

Terminiamo la nostra degustazione con il Separa, il loro vino di punta, che nasce dalle uve migliori di vecchie viti di un piccolo vigneto nel comune di Maschito dove, secondo Paolo si produce il miglior Agliainico del Vulture.)

A questo punto abbiamo dovuto dire basta altrimenti non saremmo riusciti a tornare a casa, l’assaggio del Manfredi Rosato è soalmente rimandato.

Sarò riuscito a scalfire i dubbi di mio suocero sul vino imbottigliato? A giudicare dal numero di bottiglie che abbiamo messo in macchina direi di sì. . Siamo sulla strada giusta verso il buon bere)

E voi siete pronti a lasciarvi coinvolgere e asperimentare? Buon bere a tutti.

 

 

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